Il Rapporto Bes 2024 conferma la permanenza di un marcato divario territoriale tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno (Sud e Isole), sebbene l’analisi nei diversi domini delinei talvolta configurazioni diverse di tali disparità.

A livello generale, le regioni del Centro-Nord mostrano livelli di benessere prevalentemente più elevati. Per quasi tutte le regioni del Nord e del Centro (escluso il Lazio), almeno il 60% degli indicatori presenta livelli di benessere migliori della media nazionale. Al contrario, in tutte le regioni del Mezzogiorno (ad eccezione dell’Abruzzo), la maggioranza degli indicatori registra valori peggiori di quelli nazionali; in Campania e Puglia, ciò accade per più di 7 indicatori su 10.

In particolare, la Calabria presenta i risultati peggiori per i domini Salute, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Benessere economico e Qualità dei servizi.

Di seguito sono evidenziati i divari nei domini chiave:

Divario Socio-Economico e del Lavoro

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita:La divisione tra Centro-Nord e Mezzogiorno in questo dominio è netta.

Tasso di Occupazione:

Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione (20-64 anni) è del 53,4%, distante 18,6 punti percentuali dal Centro (71,9%) e 21,7 punti dal Nord (75,0%). I tassi più bassi si registrano in Campania (49,4%) e Calabria (48,5%).

Mancata Partecipazione al Lavoro:

Il tasso di mancata partecipazione al lavoro nel Mezzogiorno (25,5%) è quasi il triplo di quello del Centro (9,5%) e quasi il quadruplo di quello del Nord (6,9%).

Lavoro Femminile:

Appena il 40,1% delle donne tra 20 e 64 anni nelle regioni meridionali è occupato, contro il 67,4% al Nord. Il Mezzogiorno ha anche il rapporto più basso (71,9%) tra il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli.

Lavoro non Regolare:

È più diffuso nel Mezzogiorno 13,4% rispetto al Nord (7,7%) e al Centro (10,0%).

Benessere Economico

Povertà Assoluta:

L’incidenza della povertà assoluta individuale è più elevata nel Mezzogiorno, attestandosi al 12,5% (a fronte dell’8,8% al Nord e 7,6% al Centro).

Ricchezza Netta:

La ricchezza netta media pro capite nel 2022 era in calo nel Mezzogiorno € 62.61 e in aumento nel Nord € 159.837.

Difficoltà Economica:

La “grande difficoltà ad arrivare a fine mese” è maggiore nel Mezzogiorno, dove riguarda l’11,3% degli individui, contro l’1,9% nel Centro e il 3,6% nel Nord.

Rischio di Povertà e Disuguaglianza:

Sicilia, Campania e Calabria hanno più del 35% della popolazione a rischio di povertà, e registrano i valori più alti dell’indice di disuguaglianza del reddito (S80/S20), con la Calabria al 7,6, la Sicilia al 6,9 e la Campania al 6,4.

Divario in Salute e Istruzione

Salute

Permane un divario territoriale di circa 3 anni nella speranza di vita alla nascita. Le Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen e le Marche guidano la classifica, mentre in coda si trovano Campania (81,7 anni), Sicilia (82,1) e Calabria (82,3).

Anni in Buona Salute:

Tutte le regioni del Centro-Nord hanno valori superiori alla media nazionale (escluse le Marche); nel Mezzogiorno, tutte le regioni hanno valori inferiori (eccetto Abruzzo e Molise), con Calabria (53,4 anni) e Campania (54,9 anni) agli ultimi posti.

Sedentarietà

La sedentarietà è marcatamente più alta nel Mezzogiorno 48,3% rispetto al Nord (23,2%).

Istruzione e formazione:

Nidi: La frequenza dei servizi per la prima infanzia mostra ampie carenze nel Mezzogiorno. In Campania, Calabria, Liguria, Puglia, Basilicata e Sicilia meno del 30% dei bambini (0-2 anni) frequenta il nido.

Competenze Insufficienti: 

Sicilia, Calabria e Sardegna presentano le quote più alte di studenti con competenze alfabetiche e numeriche non adeguate.

Dispersione Scolastica: 

La quota di *early leavers* (uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione) è alta nel Mezzogiorno 12,4% rispetto al Nord (8,4%).

Lettura: La quota di lettori di libri e/o quotidiani è del 41% nel Centro-Nord rispetto al 24,1% nel Mezzogiorno.

Servizi e Istituzioni

Qualità dei Servizi:

Mobilità Ospedaliera:

L’emigrazione ospedaliera in altra regione è maggiore nel Mezzogiorno 11,3%. I residenti del Mezzogiorno che necessitano di cure ad alta complessità si recano al Nord nel 57,1% dei casi.

Irregolarità Idriche:

L’irregolarità nella distribuzione dell’acqua riguarda il 18,6% delle famiglie nel Mezzogiorno, contro il 3,2% al Nord. La situazione più critica è in Calabria (29,9%) e Sicilia (29,2%).

Difficoltà di Accesso:

Le famiglie che incontrano molte difficoltà a raggiungere tre o più servizi essenziali sono il 5,0% a livello nazionale, ma i massimi si registrano in Campania 8,9% e Calabria 8,4%.

Politica e Istituzioni (Giustizia):

Durata Procedimenti Civili: I giorni di durata media dei procedimenti civili nel Sud 633 giorni e nelle Isole 623 giorni sono più del doppio rispetto al Nord-ovest e Nord-est (266 e 269 giorni, rispettivamente).

Innovazione e Relazioni Sociali

Innovazione, Ricerca e Creatività:

Intensità di Ricerca:

L’intensità di ricerca (spesa in R&S in percentuale del Pil) in tutte le regioni del Mezzogiorno resta al di sotto della media nazionale (1,37%). Al Nord prevale nettamente la spesa delle imprese, mentre nel Mezzogiorno (es. Calabria e Sardegna) la Ricerca e Sviluppo è sostenuta prevalentemente dal pubblico e dal privato non profit.

Mobilità dei Laureati:

Sud e Isole conservano tassi migratori totali negativi (perdita di giovani laureati).

Relazioni Sociali:

Fiducia Generalizzata: La fiducia nel prossimo diminuisce man mano che si procede dal Nord (24,9%) verso il Mezzogiorno 19,0%.

Soddisfazione per le Relazioni:

La soddisfazione per le relazioni familiari e amicali è più bassa al Sud (27,7% e 19,5% rispettivamente), a fronte di valori più alti nel Nord-est (37,0% e 24,9%).

Questi dati evidenziano che, in molti ambiti cruciali per il benessere, il Mezzogiorno si colloca in posizione arretrata, confermando la necessità di affrontare le disuguaglianze territoriali con efficacia e tempestività.