Questo è stato un anno di forte impegno per la nostra associazione. Non è mai facile e scontato quando si costruisce qualcosa, tenerla in piedi. Quest’anno è servito proprio a questo: a consolidare quello che abbiamo creato negli anni, renderlo più efficiente, maggiormente accessibile a tutti e autentico.
Tutto quello che abbiamo creato insieme è frutto di un impegno costante, di responsabilità, di fiducia reciproca e di speranza.
Noi Italiani siamo visti da sempre come il paese dei gattopardi: a parole vogliamo che tutto cambi solo affinché tutto rimanga com’è.
È una tentazione sottile, che conosciamo bene. È l’illusione che basti indignarsi o aspettare che qualcun altro prenda le decisioni giuste per veder rifiorire la nostra realtà. Spesso deleghiamo il cambiamento alle istituzioni o alla politica, restando alla finestra in attesa di un futuro migliore. Ma la verità è che aspettare che gli altri risolvano i problemi è il modo più sicuro per far sì che nulla cambi davvero.
Ed è proprio qui, per non cadere nella trappola dell’attesa, che dobbiamo riscoprire il vero senso di quella parola che ci guida: Speranza.
Per noi, sperare non significa stare seduti ad attendere che passi la tempesta o che arrivi il lieto fine per magia. Quello non è speranza, è ottimismo ingenuo. C’è una definizione di Václav Havel, un dissidente Ceco, che credo descriva perfettamente lo spirito con cui abbiamo lavorato quest’anno e con cui guardiamo al prossimo:
‘La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che qualcosa abbia senso, indipendentemente da come andrà a finire’.
Ecco, questa frase ribalta tutto. La speranza non è una garanzia di successo; è la certezza del senso. È sapere che il nostro impegno, la nostra fatica, il tempo che dedichiamo agli altri, ha un valore in sé. Ha senso. È questa consapevolezza che ci permette di non delegare, di non aspettare nessuno per avviare un cambiamento, di rimboccarci le maniche anche quando le cose intorno sembrano immobili.
La speranza è necessaria, è la scintilla. Ma affinché sia utile, deve trasformarsi immediatamente in azione. Senza l’azione, la speranza è solo un desiderio; con l’azione, diventa cambiamento reale.
Il mio augurio per questo Natale ed il nuovo anno, quindi, non è un augurio comodo. Non vi auguro semplicemente che tutti i desideri si avverino ma vi auguro di continuare a trovare il senso in ciò che facciamo insieme. Perché solo se abbiamo ben chiaro il ‘perché’ del nostro agire allora avremo la forza necessaria per affrontare qualsiasi ‘come’ il futuro ci riserverà.
Grazie di cuore per tutto quello che avete fatto quest’anno. Buon Natale a tutti.
Mercoledì 17 dicembre 2025 – Teatro Pennese – Portici (Na)










