Portici – Il futuro dell’animazione estiva si costruisce con largo anticipo e, soprattutto, facendo rete. Lunedì 23 febbraio, presso i locali del Pennese, si è tenuto un importante incontro organizzativo che ha segnato il “fischio d’inizio” per la progettazione del Grest 2026.

L’evento, promosso dall’associazione Noi Educarte, ha visto la partecipazione di una fitta rete di realtà ecclesiali e sociali del territorio. Attorno al tavolo si sono ritrovati i rappresentanti delle principali parrocchie cittadine: Don Francesco (Maria SS della Salute), Don Riccardo (Sacro Cuore di Gesù e Maria) e Don Aniello (Basilica di Santa Maria a Pugliano). Significativa anche la presenza di una delegazione di Noi Napoli, dei referenti della cooperativa Semi di Pace e di un folto gruppo di educatori ed educatrici, cuore pulsante dei nostri circoli territoriali.
La filosofia: “La qualità come priorità”
Ad aprire i lavori è stato Don Pasquale Langella, presidente di Noi Educarte, che ha tracciato il “viatico” per i mesi a venire. Il suo saluto non è stato solo formale, ma un vero e proprio invito alla concretezza: Don Pasquale ha esortato tutti a muoversi per tempo, ma soprattutto a rifuggire dalla tentazione dei grandi numeri a tutti i costi.
“Meglio puntare a piccoli traguardi, anche solo un dieci per cento rispetto ai grandi progetti, purché siano realizzati con cura e consapevolezza”, ha sottolineato. Un monito chiaro a non disperdere le energie in obiettivi troppo vasti, ma a concentrarsi sulla qualità del servizio offerto, mettendo al centro la cura del dettaglio e la solidità dell’esperienza educativa per ogni singolo ragazzo.
Verso un modello condiviso
Sulla stessa scia l’intervento di Armando Polimene, vicepresidente di Educarte, che ha illustrato le ragioni di questo coordinamento territoriale. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un modello organizzativo comune, capace di far circolare le “buone pratiche” tra i vari circoli e oratori. L’idea è chiara: non lavorare a compartimenti stagni, ma condividere risorse, idee e competenze per offrire ai ragazzi un’esperienza estiva sicura, formativa e di alto valore sociale.
Con questo spirito di collaborazione tra associazioni e operatori professionali (come quelli di Semi di Pace), la macchina del Grest 2026 si è messa ufficialmente in moto. La sfida è lanciata: trasformare l’estate dei giovani in un’occasione autentica di crescita comunitaria.















